Fondazione Sant'Ignazio
via Delle Laste, 22 - 38121 Trento
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Per un percorso orientato all’azione

29 Ago 2017

Alcuni spunti dalla festa di Sant’Ignazio a Trento

 

Quest’anno la festa di S. Ignazio di Loyola, che a Trento si è tenuta come sempre a Villa S. Ignazio, oltre alle 200 persone che hanno raggiunto la collina, ha visto la partecipazione del vescovo della città Lauro Tisi e del padre Giacomo Costa SJ, direttore della rivista Aggiornamenti sociali. Le iniziative promosse dalla Fondazione sant’Ignazio di Trento, per festeggiare il fondatore della Compagnia di Gesù, hanno avuto come filo rosso la nascita lo scorso 1 luglio della nuova Provincia Euro Mediterranea, di cui l’Italia fa parte con Albania a Malta.

L’appuntamento, organizzato in sinergia con diversi Enti aderenti alla Fondazione stessa, è stato pensato in tre momenti principali. Un incontro col p. Giacomo Costa sul progetto apostolico della nuova Provincia, la concelebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Lauro Tisi ed un momento di cena e di festa in giardino, con qualche specialità culinaria albanese, maltese e anche locale.

Per gli amici e i sostenitori che da anni seguono le opere dei gesuiti a Trento, quest’anno in particolare la festa avrebbe potuto avere una sfumatura malinconica, alla luce dello scioglimento della comunità dei gesuiti. Ma come ha sottolineato TelePace, in un’interessante servizio di approfondimento che ha seguito l’evento, la conferenza tenuta da padre Giacomo Costa, direttore della rivista Aggiornamenti Sociali, sul nuovo assetto della provincia euro mediterranea dell’ordine, di cui l’Italia fa parte insieme all’Albania e a Malta, ha dato il senso di un nuovo inizio, di una nuova sfida che i Gesuiti sono pronti a raccogliere.

P. Alberto Remondini SJ, superiore della comunità dei gesuiti e presidente della Fondazione S. Ignazio, ha introdotto l’intervento di Giacomo Costa, intitolato “Le sfide della società italiana e il progetto apostolico della nuova Provincia Euro-Mediterranea dei Gesuiti”. Padre Alberto ha chiarito anche che il suo incarico prevede una regolare presenza a Villa S. Ignazio, che pur non essendo residenziale, permetterà comunque di mantenere il legame con le tantissime persone che hanno come punto di riferimento i Gesuiti.

Mentre l’incipit dell’intervento di p. Giacomo, seguito da un centinaio di persone in un salone gremito, ha sottolineato che il percorso di un nuovo progetto, come quello della nuova Provincia, deve essere orientato all’azione perché “non possiamo evitare di essere concreti dinnanzi ai grandi principi sociali che ci interpellano”. Bisogna ricavarne le conseguenze pratiche perché possano con efficacia incidere anche nelle complesse situazioni odierne. Ma per essere concreti, come ha sottolineato p. Giacomo, è necessario appropriarsi delle esperienze e trasformarle in un patrimonio grazie ad un ritorno riflessivo su ciò che si è vissuto in tutta la sua profondità e ricchezza, intellettuale ed emotivo. “È questo passaggio riflessivo a mettere insieme realtà e idee, abilitando a una decisione libera e consapevole in vista di un passaggio all’azione, che diventa la base di una successiva esperienza.” Questa visione orientata all’azione non esclude che gli insegnamenti della Chiesa sulle situazioni contingenti siano soggetti a maggiori o nuovi sviluppi e possano essere oggetto di discussione, però non deve mai mancare la concretezza: nella tensione bipolare la realtà è superiore all’idea, tra le due si deve instaurare un dialogo costante, evitando che l’idea finisca per separarsi dalla realtà.

La visio e la missio che orientano le azioni si ispirano all’Evangelii Gaudium e alla Laudato Si’, documenti che vanno letti insieme per promuovere “lo sviluppo della convivenza sociale e la costruzione di un popolo in cui le differenze si armonizzino all’interno di un progetto comune […] nella convinzione che la loro applicazione può rappresentare un’autentica via verso la pace all’interno di ciascuna nazione e nel mondo intero” (EG) . Perché “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale…” (LS).

 

Durante la concelebrazione eucaristica nella cappella di Villa S. Ignazio, don Lauro Tisi ha ripreso con entusiasmo alcuni passaggi dell’intervento di p. Costa SJ, ribadendo che il bene appartiene all’umano “ed è per questo che la comunità si rinforza se costruisce relazioni nella cosiddetta gioia cristiana, la quale paradossalmente è legata all’inquietudine. Perché è solo un’inquietudine che ha natura positiva ad essere in grado di spingerci a trovare nuove vie, ad avere nuove visioni e, soprattutto ad andare oltre, come farà Villa S. Ignazio dopo lo scioglimento della comunità dei gesuiti”. Per reagire con l’amore di fronte alla violenza, è necessaria anche un po’ di follia cristiana, ma anche in questo caso si capisce come alla base della gioia cristiana non ci sia lo starsene in pace, tranquilli, beati.

Come di consueto, l’ultima parte della serata è stata conviviale, con la cena e la festa in giardino, durante le quali, tuttavia, non sono mancati alcuni momenti di riflessione. P. Alberto Remondini ha presentato il progetto dell’asilo di Vaqarr a Tirana a cui saranno devolute le offerte raccolte con le prenotazioni della cena. Mentre Leonora Zefi, mediatrice interculturale e referente delle associazioni albensi in Trentino, ha ringraziato la comunità trentina e Villa S. Ignazio per l’impegno nei confronti della sua terra d’origine e ha dato il via a delle danze tipiche albanesi che hanno reso la serata ancora più speciale.

 

Andreas Fernandez
ufficiostampa@vsi.it

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