Fondazione Sant'Ignazio
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Trento, con generosità e liberalità per contribuire al Progetto Apostolico della Provincia Euro-Mediterranea

16 Gen 2018

Lo scorso 9 gennaio , il p. Alberto Remondini SJ, presidente della Fondazione sant’Ignazio di Trento, ha presentato la nuova tappa del Progetto Apostolico, giunto alla prima fissazione per scritto dei quattro orientamenti e dei 9 criteri individuati, nel documento intitolato “Prima versione del Progetto Apostolico”. Ma non si è trattato solo di un momento di presentazione, è stata l’occasione di raccogliere stimoli e reazioni dai presidenti e coordinatori dei diversi Enti aderenti alla Fondazione. La serata ha visto una partecipazione molto viva e attenta, grazie alla presenza di circa 45 persone provenienti da 17 enti che hanno passato insieme 4 ore di ascolto, lavoro e condivisione.

Anche il Trentino, quindi, “gareggia in creatività e in libertà interiore”, per usare le parole del Provinciale, nel lungo processo che sta coinvolgendo le comunità, le opere, le reti; processo che ora ha anche una tabella di marcia molto concreta. L’elaborazione di tutti i contributi raccolti verrà presentata e discussa il prossimo 20 febbraio in un incontro che vedrà la partecipazione del p. Jean Paul Hernandez SJ, delegato del Provinciale per il progetto e la programmazione apostolica.

Dopo la presentazione di p. Alberto, che ha ripercorso la recente storia della Provincia Euro-Mediterranea e del progetto apostolico stesso, i commenti di alcuni dei presenti hanno messo in luce una relativa ‘confidenza’ rispetto agli orientamenti e i criteri proposti. Elementi che a Villa S. Ignazio trovano casa già da tempo, ma che così ripensati e riorganizzati hanno offerto l’occasione a ciascuno di rileggere il proprio percorso e monitorare il proprio operato.

È stata poi prevista una breve presentazione di due nuovi Enti aderenti alla Fondazione: la Cooperativa Forchetta e Rastrello di Trento e la Rete Pictor, che gestisce da ormai tre anni Villa S. Giuseppe a Bassano. Un segnale di vitalità della Fondazione capace di attrarre nella sua visione enti diversi che sentono nella sua ispirazione elementi utili per crescere e fondare il proprio servizio. La loro presentazione è stata occasione per ripensare al senso dell’appartenenza a una realtà che ha come obiettivo principale quello di mantenere viva l’ispirazione e accompagnare ogni ente alla realizzazione delle proprie potenzialità.

La successiva cena è stata l’occasione per uno scambio libero, l’aggiornamento informale, il riallacciare conoscenze passate e l’allacciarne di nuove. Mentre l’ultima fase della serata è stata quella che ha sollecitato una maggiore attivazione da parte dei presenti, ai quali è stato chiesto di situarsi tra orientamenti e criteri proposti come su una sorta di mappa. Di esprimere le zone di maggiore agio e disagio, gli aspetti conquistati e quelli da conquistare, quanto attrae, quanto respinge, quanto lascia indifferenti, “quanto non ci riguarda”.

Dopo circa 40 minuti di lavoro intenso – come testimoniato dalle espressioni concentrate, preoccupate, divertite dei partecipanti raggruppati secondo le realtà di appartenenza – è seguito un ultimo scambio che ha permesso di iniziare la “mappatura”, lavoro che verrà portato ulteriormente avanti nelle prossime settimane, in vista dell’incontro con p. Jean Paul Hernandez SJ.

Tale occasione è stata proficua non solo per la Fondazione, che ha potuto raccogliere così una serie di elementi importanti di lettura, ma anche per i singoli Enti che hanno avuto occasione di mettere a fuoco alcuni aspetti importanti per la propria organizzazione:

Le domande relative all’ottavo criterio, lo ‘Stile di Comunicazione’, ci ha fatto riflettere sul fatto che non ne abbiamo mai parlato in CdA…”, ha scoperto e detto qualcuno, “lo faremo alla prossima occasione!”.

Ci siamo accorti che quello che rappresenta l’orientamento fondante la nostra organizzazione”, ha detto qualcun altro, “è quello su cui siamo più in crisi!”

Ente collegato

Diaconia della Fede

“…la carta di identità del cristiano è la gioia, la gioia del Vangelo, la gioia di essere stati eletti da Gesù, salvati da Gesù, rigenerati da Gesù; la gioia di quella speranza perché Gesù ci aspetta. E anche nelle croci e nelle sofferenze di questa vita il cristiano vive quella gioia, esprimendola in un altro modo, ovvero con la pace che viene dalla sicurezza che Gesù ci accompagna, è con noi. Egli sa che Dio lo ricorda, che Dio lo ama, che Dio lo accompagna, che Dio lo aspetta. E questa è gioia.”

(Papa Francesco)

L’Associazione Diaconia della Fede offre alle persone la possibilità di fare un’esperienza di fede attraverso una molteplicità di proposte – suddivise in aree d’impegno – per dare risposta alla ricerca di nuovi e diversi cammini spirituali. La Diaconia della fede è stata fin dalla posa della pietra, negli anni trenta, il nucleo generante di tutta Villa S. Ignazio.

L’Avventura Ignaziana
Ogni avventura ha un inizio. E spesso le più grandi avventure sono quelle che hanno gli inizi più inattesi. Questa è l’avventura o meglio la storia di S. Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti quasi 500 anni fa. Come giovane uomo e aristocratico spagnolo, Ignazio sognava una vita avventurosa. Tuttavia dopo aver subito ferite quasi mortali sul campo di battaglia, da soldato divenne mistico e fondo’ nel 1540 un ordine religioso cattolico chiamato la Compagnia di Gesu’, anche conosciuto come i Gesuiti. Ciò che ha fatto è di interesse poiché egli concepì gli Esercizi Spirituali come un testamento di grazia, una registrazione del suo incontro con un Dio vivo, che egli condivise con più e più persone. Sia il suo stile di vita che gli Esercizi Spirituali hanno aiutato milioni di persone a scoprire gioia, pace e libertà e, non a caso, a sperimentare Dio nella vita quotidiana. La sua avventura ebbe un inizio e, come tutte le più grandi avventure, il suo inizio fu davvero inaspettato.

 


La Via Ignaziana
La via di S. Ignazio ovvero “el modo nuestro de proceder” ha come obiettivo quello di trovare la libertà. In particolare la libertà di diventare ciò che ogni persona è, per amare e per accettare l’amore, per fare delle buone scelte, e per sperimentare la bellezza della creazione e il mistero dell’amore di Dio. Essa ha portato a delle vite migliori per oltre 450 anni: non male come arco temporale. Essa e’ basata su un approccio che si trova nei suoi scritti cosi’ come nelle tradizioni, pratiche e bagaglio spirituale tramandate dai preti gesuiti e fratelli da generazione in generazione. Queste tradizioni, pratiche e bagaglio spirituale hanno guidato i membri dell’Ordine dei Gesuiti sin dalla sua fondazione nel 1540. Tuttavia S. Ignazio ha voluto che i suoi metodi fossero disponibili a tutti e non soltanto ai Gesuiti. Così la Spiritualità Ignaziana fu concepita per il pubblico più vasto possibile sia di credenti che di coloro che sono alla ricerca. Ma che cos’è una spiritualità ed in particolare la Spiritualità Ignaziana?

 

 

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