Fondazione Sant'Ignazio
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Remare verso il largo

09 Giu 2017

Dall’incontro con padre Gianfranco Matarazzo SJ

 

La notizia dello scioglimento della comunità religiosa dei gesuiti a Villa S. Ignazio è stata dolorosa. Come dolorosa è stata la decisione che in tal senso ha dovuto prendere la Compagnia di Gesù. Una decisione, tuttavia, che non è stata completamente inaspettata, come ha spiegato il Provinciale Gianfranco Matarazzo SJ, lo scorso 15 maggio, nell’incontro pubblico organizzato durante la sua visita alla comunità dei padri gesuiti di Trento. In tale incontro, ha proposto infatti alcuni approfondimenti sulle nuove prospettive della Compagnia Universale dopo la recente Congregazione Generale; un intervento che ha chiarito il contesto di grande trasformazione, anche organizzativa, entro il quale la Compagnia sta muovendo le proprie scelte. I suddetti approfondimenti hanno riguardato, in particolare, il profilo e le caratteristiche del nuovo progetto apostolico e della struttura di governo della nuova Provincia Euro-Mediterranea, e il modello della presenza dei gesuiti a Trento senza la comunità religiosa. Padre Gianfranco Matarazzo SJ, già provinciale della Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù, è stato infatti nominato nel medesimo ruolo per la neonata Provincia Euro-Mediterranea, che comprende Italia, Albania e Malta.

Le prime parole di padre Matarazzo SJ, rivolte ad una sala gremita e molto partecipata, sono state di ringraziamento, “…per quello che simboleggiate qui a Trento e per il servizio che portate avanti. Villa S. Ignazio è una realtà ben conosciuta a Roma. È conosciuta per la qualità del lavoro sociale e per la bellezza dei talenti che Trento ha saputo interpretare sempre, in diverse fasi storiche, perché la storia va avanti  e bisogna rimboccarsi le maniche, bisogna andare verso il futuro e fino ad oggi voi l’avete saputo fare (…) Per 3 anni come Provinciale d’Italia sono venuto a fare una visita a questa realtà ed è sempre stata un’esperienza bella, profonda, ricca…”. Parole sicuramente importanti, anche alla luce della lunga esperienza di coordinamento in vari settori sociali ed educativi che padre Matarazzo SJ ha maturato negli anni.

L’intervento si è poi strutturato in tre passaggi principali. All’inizio il Provinciale ha spiegato cosa ha significato la recente Congregazione Generale, svoltasi dal 2 ottobre al 12 novembre 2016, alla quale hanno partecipato circa 230 gesuiti, provenienti da 66 Paesi e accompagnati dal motto: Rowing into the deep! (Remate verso il largo, dove è più profondo!). Un ruolo decisivo durante la Congregazione lo ha avuto la comunicazione. Per la prima volta si sono investite energie preziose nella comunicazione, con ben 56 persone attive su questo fronte. Un investimento considerevole di risorse umane perché la comunicazione risultata essere decisiva per l’azione apostolica, per il bene che ci si propone di realizzare: “non basta progettarlo, non basta idearlo, non basta realizzarlo, bisogna anche comunicarlo”.

I padri elettori da tutto il mondo si sono riuniti a Roma per eleggere il 31° successore di sant’Ignazio di Loyola; così venerdì 14 ottobre la 36a Congregazione Generale dei Gesuiti ha eletto padre Arturo Sosa Abascal SJ, della Provincia del Venezuela, nuovo superiore generale della Compagnia di Gesù. Si tratta del primo generale latinoamericano, quindi il primo non europeo nella storia plurisecolare dei gesuiti, eletto con il primo Papa gesuita e latinoamericano – anche se naturalmente non è stato questo il criterio. Ma questo mostra come la Compagnia non ha uno sguardo esclusivamente eurocentrico e tiene molto all’universalità della sua missione. A oggi, nella chiesa i gesuiti rappresentano uno degli ordini religiosi maschili con più membri, oltre 16 mila.

Il secondo passaggio importante dell’intervento di padre Matarazzo SJ ha riguardato il percorso intrapreso dalla Compagnia, la sua complessità in termini di processo, per far nascere la nuova Provincia Euro-Mediterranea. Le Province sono le strutture giuridico-territoriali in cui è organizzata la Compagnia di Gesù a livello universale e la riflessione sulla nascita di una nuova provincia nasce molti anni addietro. Una nuova Provincia richiede un nuovo progetto, nuovi assetti di governo, l’unificazione degli economati, l’unificazione degli uffici di comunicazione e tanti altri adempimenti pratici. Si tratta di un evento importante e straordinario. Sabato 1 luglio 2017 presso la chiesa del Gesù a Roma, il Padre Generale presiederà l’Eucaristia per celebrare la nascita della Provincia Euro-Mediterranea.

Come ha sottolineato nel suo intervento padre Matarazzo SJ “un anno è servito per la lettura del contesto, poi il discernimento che è durato 6 mesi, ora stiamo per formalizzare il progetto apostolico, quindi ufficializzarlo e indicare anche i progetti su cui scommettiamo. Nella lettura del contesto abbiamo fatto una profonda esperienza di ascolto della congregazione generale, mentre il discernimento l’abbiamo fatto valorizzando in particolare l’incontro dei direttori d’opera, laici e gesuiti che in Italia, a Malta e in Albania lavorano insieme (…) poi il progetto apostolico è l’anima della nuova provincia su cui noi vogliamo lavorare, c’è il riferimento costante alla Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

La terza parte dell’intervento di padre Matarazzo SJ si è invece concentrata sulla situazione di Trento, la quale si inserisce in un movimento notevole che la compagnia di Gesù sta vivendo: “…se c’è questo mutamento, questo rinnovamento, questa ristrutturazione, c’è  la sollecitazione a pensare a un modello diverso di stare sul territorio”. Anche a Trento, quindi, lo scioglimento della comunità religiosa si accompagna al tema di come tenere unite le opere dei laici con la Compagnia; e la nuova Provincia, come ha confermato padre Matarazzo SJ, si impegna in modo concreto rispetto alla nostra realtà. L’intuizione dell’opera, così come pensata da padre Livio Passalacqua SJ, è stata e resta molto interessante: “Noi vogliamo confermare l’attenzione a questa opera“, ha aggiunto il Provinciale, “perché questa opera mette insieme realtà diverse, è leggera nella struttura ed è agile anche nel portarsi lontano nel territorio e poi anche perché ci abbiamo messo, in questa realtà, una parte significativa del nostro patrimonio come Compagnia di Gesù, ci abbiamo messo l’esistenza di confratelli, ci abbiamo messo la presenza di gesuiti, ci abbiamo messo la presenza di beni materiali (…) Quella di Trento come comunità gesuitica, è andata molto bene, ma ora stiamo puntando su uno stile diverso e questo accade tante volte nella storia; è un momento per fare un altro passo in avanti, quindi le motivazioni per cui noi interveniamo sulla comunità religiosa, sono motivazioni per portare avanti questo cammino”. Per queste ragioni è stata confermata tutta l’attenzione all’opera, la Fondazione Sant’Ignazio, mentre si è deciso di riformulare la presenza gesuitica a Trento, con i quattro gesuiti presenti che riceveranno nuove destinazioni. Nelle parole di padre Matarazzo SJ, poi, un’attenzione particolare è stata da prestata a padre Livio, per la sua storia, per come ha segnato questa realtà; anche padre Livio SJ riceverà una destinazione attiva, con la possibilità di conservare un legame stabile con Trento, prevedendo attraverso un calendario concordato i suoi tempi di presenza a Villa S. Ignazio. Anche le ultime parole di Padre Matarazzo SJ, prima del dibattito, sono state di ringraziamento come quelle iniziali: “Dico grazie ai gesuiti per tutto il lavoro che hanno fatto sino ad oggi in forme diverse, in particolare dico grazie ai quattro gesuiti qui presenti, ma dico anche grazie a voi tutti perché stiamo camminando insieme e se abbiamo realizzato delle cose molto belle a Trento e vogliamo andare avanti, noi lo dobbiamo in maniera particolare a voi laici. Grazie.

Naturalmente, gli interventi che poi dal pubblico hanno acceso il dibattito sono stati numerosi e particolarmente sentiti, soprattutto quelli in cui è stata espressa l’amarezza e il dispiacere rispetto alla decisione di sciogliere la Comunità dei Gesuiti presente a Villa S. Ignazio, non lasciando alcun gesuita a risiedervi. Alcuni responsabili degli Enti aderenti alla Fondazione hanno criticato la modalità comunicativa attraverso la quale è stata divulgata la notizia, modalità che ha comportato e comporta il disagio di dover dare spiegazioni a molti rispetto a una decisione di cui ancora non si conoscevano i diversi aspetti. In particolare, inoltre, ad alcuni – e qui cito i passaggi di un intervento sottoscritto da molti – è risultato di “difficile comprensione il trasferimento ad altra destinazione di padre Livio SJ, che per l’età avanzata pare non giustificato da un suo contributo necessario in un altro ambito, mentre farebbe mancare a Villa la testimonianza diretta dell’ispirazione ignaziana e il servizio pastorale, pedagogico e spirituale quotidiano”.

Per affrontare questi momenti difficili non dobbiamo perdere il coraggio di remare verso il largo, dove è più profondo!

 

Andreas Fernandez  |  ufficiostampa@vsi.it

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