Fondazione Sant'Ignazio
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Prendere buone decisioni nel concreto

Meglio dire di sì a tutto

Anche le decisioni, come altri aspetti che caratterizzano il comportamento umano, implicano l’accettazione che persino le migliori decisioni comportino degli svantaggi. Spesso, però, crediamo che se facciamo le scelte giuste, queste non comporteranno alcun aspetto negativo. Quando poi nella realtà si scoprono gli inconvenienti di queste scelte, ci si sente scoraggiati. Un uomo che si sposa o che decide di vivere con una compagna si può rendere conto della libertà alla quale ha rinunciato: ad esempio, non poter più gustarsi birre con gli amici tutte le volte che lo desidera. Analogamente, la sposa o compagna, forse non potrà più uscire con le sue amiche con la frequenza di un tempo. Anche le buone decisioni dunque comportano un sì incondizionato agli aspetti positivi e negativi che derivano da ogni scelta.

Ogni condizione di vita e ogni decisione comportano anche del dolore, che deve essere accettato se si vuole partecipare pienamente alla decisione e, magari, a una nuova vita. “Nel caso nel quale tutto non sia raggiungibile, arriviamo a capire che qui, in questa vita, tutte le sinfonie rimangono incompiute”, disse il grande teologo gesuita vissuto nel ventesimo secolo, Karl Rahner. Non c’è decisione perfetta, risultato perfetto o vita perfetta. Abbracciare l’imperfezione ci aiuta a rilassarci nel mondo reale. Quando accettiamo che tutte le scelte siano dunque condizionate, limitate e imperfette, la nostra vita diventa, paradossalmente, più soddisfacente, gioiosa e tranquilla.

Quanto sopra ricordato ci indirizza verso l’ Entità incondizionata, senza limiti, e perfetta alla quale dovremmo dire sì: Dio. Dunque, tutte le nostre decisioni dovrebbero essere concentrate su questa realtà. “Il nostro unico desiderio e la nostra prima scelta” disse S. Ignazio di Loyola “dovrebbe essere questo: voglio e scelgo ciò che è meglio che mi conduca ad approfondire la vita di Dio in me”.

Cosa dobbiamo fare?

Con le finalità di cui sopra, il discernimento ignaziano può sembrare estremamente complicato. Esso comporta:

I) l’approccio basato sull’Indifferenza, ovvero cercare di approcciare il processo decisionale più liberamente possibile;

II) le Tre Volte, nelle quali i processi decisionali diventano via via più complessi e vengono proposte soluzioni sia basate sulla ragione che sull’immaginazione;

III) le Regole per il Discernimento con le definizioni di consolazione, di desolazione e la conferma;

IV) L’Angelo della Luce, dove lo spirito cattivo si può mascherare da spirito buono.

Ma in fondo tutto ciò può divenire molto semplice. Discernimento ignaziano significa avere fiducia che attraverso la ragione e la vita interiore Dio ci aiuterà a prendere buone decisioni, perché Dio vuole il nostro bene, ci ama, ci vuole sani, positivi, e desidera che siamo oggetto di scelte che continuamente ci rinnovano. Dunque, dobbiamo cercare e trovare qualunque cosa che ci può essere utile, tutto ciò che ci avvicina a Dio e tutto ciò che ci aiuta a prendere giuste decisioni. Ma più di tutto, dobbiamo avere fiducia che Dio è con noi mentre scegliamo i percorsi della nostra vita terrena.

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