Fondazione Sant'Ignazio
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La Spiritualità Ignaziana


Come scrisse Joseph de Guibert SJ, riprendendo un’analogia del Medioevo, nel suo libro intitolato I Gesuiti: la loro Dottrina Spirituale e Pratica, una spiritualità è come un ponte che consente di passare da un luogo all’altro, superando un terreno pericoloso, o un fiume, o grandi altezze. Ma ogni ponte è diverso: può essere costruito di corda, di legno, di muratura o in acciaio; essere organizzato con archi, travi a sbalzo o con funi. Per questo, scrive Padre de Guibert, vi saranno ponti diversi, ognuno con i propri vantaggi e svantaggi; ogni ponte, risultato di una combinazione equilibrata di materiali e di forma, consentirà a modo suo di raggiungere lo scopo. Anche ogni spiritualità ci offre un distinto passaggio verso Dio.

Siccome S. Ignazio voleva che i suoi Gesuiti fossero uomini pratici capaci di parlare alla gente in modo chiaro, non è sorprendente che nel corso degli anni la spiritualità ignaziana potesse essere condensata in poche frasi semplici da ricordare. Infatti, anche se nessuna singola definizione può cogliere la ricchezza della tradizione, alcune frasi possono fornire un’introduzione al “modo nuestro de proceder” di Ignazio. Nel libro di Padre James Martin SJ, The Jesuit Guide to Almost Everything, si espongono quattro semplici modi di intendere la spiritualità ignaziana, come quattro arcate che costituiscono un ponte ad arco.

I quattro modi

Trovare Dio in tutte le cose – Questa frase significa che nulla deve essere considerato al di fuori della sfera della vita spirituale: la spiritualità ignaziana considera tutto come un elemento importante della vostra vita, includendo i servizi religiosi, le Sacre Scritture, la preghiera e le opere di carità; ma anche gli amici, la famiglia, il lavoro, le relazioni, il sesso, la sofferenza e la gioia, così come la natura e la musica.

La Contemplazione nell’azione – La pace e la tranquillità sono sicuramente fondamentali per nutrire la nostra vita spirituale. A tal proposito, S. Ignazio consigliava ai suoi Gesuiti di ritagliarsi sempre il tempo per la preghiera. Pur tuttavia, essi sono stati sempre tenuti a condurre una vita attiva. “La strada è la nostra casa” disse Jerónimo Nadal SJ, uno dei primi compagni di Ignazio. Così i Gesuiti devono essere persone attive che adottano un atteggiamento contemplativo o meditativo verso il mondo, ovvero essere “contemplativi nell’azione”.

La Spiritualità Incarnata – La teologia cristiana sostiene che Dio si è fatto uomo, o che si è “incarnato” nella persona di Gesù di Nazaret. Più in generale, una spiritualità incarnata significa credere che Dio si può trovare negli eventi di ogni giorno della nostra vita. Dio non è solo là fuori, ma è proprio qui. Se siamo alla ricerca di Dio, bisogna che ci guardiamo intorno. Così, da un lato la Spiritualità Ignaziana riconosce la trascendenza di Dio; ma è anche incarnata, e riconosce l’immanenza o la vicinanza di Dio nella nostra vita.

Libertà e distacco – S. Ignazio era acutamente consapevole di ciò che significava condurre una vita di libertà e di gioia. E una gran parte del suo testo più celebre, gli Esercizi Spirituali, scritto tra il 1522 e il 1548, fu orientata ad aiutare le persone a prendere buone decisioni nella libertà, a fare ordine nella propria vita, evitando di prendere decisioni tramite “affetti disordinati”. Sono questi, infatti, che ci impediscono di essere liberi, mentre dovremmo essere “distaccati” dalle cose di poca importanza.

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