Fondazione Sant'Ignazio
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FESTA DI SANT’IGNAZIO: CUCIRE RELAZIONI, OLTRE LE DISTANZE

07 Ago 2018

La festa di S. Ignazio di Loyola, appuntamento fisso che il 31 luglio in Trentino si tiene a Villa S. Ignazio, oltre a richiamare circa 200 persone in collina, quest’anno ha visto la partecipazione di p. Fabrizio Valletti SJ e del Vescovo Lauro Tisi. Le iniziative promosse dalla Fondazione Sant’Ignazio, per festeggiare il fondatore della Compagnia di Gesù, hanno avuto come filo rosso il tema “Cucire Relazioni”, in un tempo in cui, purtroppo, sembra essere più semplice dividere e accusare, piuttosto che unire le persone.

Con una formula inedita, il giorno prima, nella bellissima cornice del Castello del Buonconsiglio, è stato organizzato un appuntamento culturale sotto forma di aperitivo e presentazione del libro con l’autore, grazie alla presenza di p. Valletti SJ, il quale ha raccontato la sua ultima fatica editoriale “Un gesuita a Scampia”. Al Castello perché il bar e il giardino adiacente sono gestiti dalla cooperativa sociale Forchetta & Rastrello, da poco entrata a far parte della Fondazione Sant’Ignazio come realtà giovane e dinamica nata con lo scopo di perseguire la promozione umana e l’integrazione sociale con azioni di inserimento lavorativo di persone svantaggiate. I presenti hanno potuto ascoltare una personalità libera, competente, critica e appassionata; quella di un prete di frontiera che è stato prima di tutto un educatore e un insegnante. Le sue parole hanno attraversato le tante esperienze accanto agli ultimi che ha potuto fare in vent’anni a Napoli. Esperienze che si sono intrecciate con la capacità di dare vita a una rete di associazioni, cooperative, enti e cittadini a Scampia, la periferia per eccellenza. Il messaggio di chiusura e di speranza è stato forte e chiaro: “Se cammini incontri, se incontri scopri, se fai delle scoperte puoi fare le scelte più giuste”; rispondendo a una giovane scout che chiedeva perché è importante raccontare la sua storia in un territorio molto lontano e diverso come il Trentino. “Non dobbiamo mai smettere di credere negli strumenti culturali e spirituali”, ha ribadito il gesuita, “anche se sul tema della spiritualità va fatto un approfondimento, perché spesso le persone sono vittime di una cattiva interpretazione che pone loro in una relazione con Dio basata sulla protezione, ma non sulla responsabilità”.

Anche la festa di Sant’Ignazio è cominciata con un intervento di padre Fabrizio Valletti SJ, il quale ha condiviso in una sala gremita una riflessione dal titolo “Centro o periferia? L’esperienza di un gesuita di frontiera”. Una riflessione in grado di “nutrire” la comunità di Villa S. Ignazio perché portata da un testimone d’eccezione della storia ecclesiale e civile italiana del Novecento. Ancora una volta, dopo i racconti nelle carceri, le storie dei bambini e dei giovani abbondati ad un contesto di totale degrado e la condizione difficile delle loro famiglie, è emersa la necessità di un operare di grande intensità e di vicinanza alle persone concrete in carne ed ossa, a partire dai più svantaggiati, per intraprendere la via maestra dell’interiorità indicata da Ignazio. Come è stato più volte detto, non possiamo evitare di essere concreti dinnanzi ai grandi principi sociali che ci interpellano.

Questa importante testimonianza è stata introdotta da p. Alberto Remondini SJ, il quale ha idealmente affiancato all’Opera napoletana l’esperienza della Fondazione sant’Ignazio – di cui è presidente – e la sua rete di realtà così diverse tra di loro.

A seguire, la messa prima della consueta “cena ignaziana” è stata presieduta dal monsignor Lauro Tisi, che da quando è stato nominato Vescovo non ha mai mancato l’appuntamento in collina per festeggiare Sant’Ignazio. Durante la concelebrazione eucaristica, nella cappella di Villa S. Ignazio, don Lauro Tisi ha affermato che siamo tutti  delle “fake news”: “(…) è giusto indignarsi in questo momento rispetto alla questione migranti. Ma facciamolo nella consapevolezza che ognuno di noi  ha dei tratti di malvagità. Il cuore di ognuno di noi porta dentro di sé i “file cancella”. Anche secondo Ignazio lo spirito cattivo abita dentro di noi. Il danno della Chiesa è la convinzione di essere solo luce. Ma le cronache dimostrano che non è così. Per ripartire dobbiamo ripartire da questa consapevolezza: siamo un misto di cielo e di terra; la vita è bella e drammatica (come disse Paolo VI). Avete davanti un vescovo che è fake news. Solo grazie al discernimento degli spiriti possiamo arrivare alla prima verità; io sono luce e tenebra, terra e cielo.

Un’altra novità di quest’anno è stata rappresentata da quello che è stato una sorta di “mercatino rionale a Villa”, un modo per rendere un po’ più visibile la nostra rete, anche a chi non conosce da vicino tutte le realtà. A questo bel momento di incontro e di relazioni, si sono poi aggiunte le proiezioni di alcune immagini delle organizzazioni presenti.

Come di consueto, l’ultima parte della serata è stata conviviale, con la cena e la festa in giardino. I fondi raccolti durante la cena ignaziana sono stati devoluti al Centro di formazione culturale e professionale “Alberto Hurtado” , scelta apparentemente ovvia vista la presenza di p. Valletti, suo fondatore; ma il progetto scelto, nello specifico, è quello delle attività estive dei bambini, che difficilmente si riescono a finanziare con altri progetti. Questo Centro ha un forte legame con il quartiere Scampia, alla periferia nord di Napoli, tristemente noto per le attività illegali che, da anni, affliggono il luogo e i suoi abitanti. I Padri Gesuiti, presenti nel quartiere dagli anni ’90, si sono sempre dedicati ad una attività essenzialmente pastorale ma, con una forte sensibilità sociale, hanno provato a proporre alla cittadinanza opportunità culturali e lavorative, allo scopo di sensibilizzare il territorio al cambiamento socio-culturale. Ecco perché il Centro Alberto Hurtado è, oggi, un importante polo di aggregazione del territorio; propone incontri culturali, cineforum, mostre di autori locali, caffè letterari e raccoglie al suo interno alcune realtà che portano avanti il progetto di formazione alla cultura e al lavoro nel cuore di Scampia. Un cuore il cui battito è arrivato fino in Trentino per  ricordarci che la rete e le progettualità comuni non conoscono distanze.

Andreas Fernandez – ufficiostampa@vsi.it

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